Chioggia ha origini che affondano in un passato fumoso e ricco di leggende che vedrebbe in uno
dei compagni di Enea, Clodio, il suo fondatore in seguito alla fuga dopo la distruzione di Troia
(1300-1200 a.C.). Da ciò deriverebbero sia lo stemma di Chioggia, il leone rosso rampante che
richiama quello della mitica città turca, sia l’antico nome della città lagunare, “Clodia”. In realtà,
dei ritrovamenti archeologici farebbero risalire la nascita di Chioggia addirittura intorno al 2000
a.C. probabilmente frutto di una serie di colonizzazioni del territorio attuate dai Pelasgi, popolo
navigatore della Tessaglia. In questo caso il nome di Chioggia deriverebbe dal termine pre-ellenico
“Cluza” ossia “costruita artificialmente”. Stessa origine per i nomi “Lusenzo” (canale e laguna),
“Perotolo” (canale), “Bebe” (torre) ed “Evrone” (l’antica zona del porto di Chioggia). Fonti risalenti
a Plinio il Vecchio confermano che la nascita di Chioggia è quantomeno antecedente al periodo
romano. Una delle tappe più importanti nella storia di questa città è rappresentata dalla “Guerra
di Chioggia”, avvenuta tra il 1379 ed il 1380 e che ha visto contrapposte le forze genovesi,
rafforzate dall’alleanza con Padova e col re d’Ungheria, a quelle clodiensi con la prevedibile
capitolazione di queste ultime. Nell’anno seguente, Vettor Pisani, a capo della flotta veneziana,
sconfisse in mare i genovesi e a Chioggia tornò il doge Andrea Contarini, liberando
definitivamente la città. Curiosità: fu in questa guerra che si verificò uno dei primi impieghi dei
razzi bellici, al tempo chiamati “rocchette” poiché la forma ricordava quello delle rocchette da
filare. E’ proprio da tale termine che deriverebbe l’anglosassone “rocket”. Questa guerra,
unitamente alle precedenti invasioni barbariche, all’entrata nella Serenissima Repubblica di
Venezia e al periodo di transizione tra la fine di questa e l’annessione all’Italia, portò alla
formazione di un tessuto sociale sui generis che, nel bene e nel male, caratterizza da sempre la
realtà clodiense.