L’isola di Pellestrina è una caratteristica e colorata “lingua di terra” distesa tra mare e laguna, lunga 11 Km
e larga mediamente un centinaio di metri (anche se si ritiene che ,prima di subire l’erosione del mare, fosse
larga circa il doppio). Il litorale dal 1744 è difeso in tutta la sua lunghezza dai “murazzi” un’enorme
barriera di terra e massi in grado di tenere a bada l’impeto delle mareggiate. Nel 1996 inoltre,come ulteriore
protezione ,è stata costruita un'ampia spiaggia, oggi diventata meta estiva e luogo di divertimento per turisti
e non. In origine l’isola era composta da due tratti insulari divisi da una piccola bocca di porto nella zona
centrale, successivamente interrata e chiamata Portosecco. Per quanto riguarda l’origine del nome
“Pellestrina”, la storia ci riporta ad un certo siracusano di nome Philistus che, esiliato in Adria nel 386 a.C
,avrebbe fatto scavare delle fosse per collegare l’Adige con la Laguna Veneta: fosse anticamente chiamate
anche Pistrine, Pelestrine e Pilistine da cui, in ultima, il nome attuale. Un’altra versione popolare, fa invece
derivare il nome da “pelle strana” in riferimento a quella degli abitanti pescatori costretti a lavorare tutto il
giorno in barca. L’isola di Pellestrina fu popolata stabilmente fino alla Guerra di Chioggia che portò alla
distruzione della maggior parte degli abitati. Nel 1380 però, il Doge Contarini ne avviò la ricostruzione
inviando a questo scopo quattro famiglie chioggiotte (Vianello, Busetto, Scarpa e Zennaro).
Tutt’oggi questi sono i cognomi più diffusi dell’isola e rappresentano anche i quattro sestieri in cui si divide
Pellestrina.