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Da sempre realtà inscindibile da quella clodiense, tanto da essere originariamente chiamata “Clodia minor”, Sottomarina offrì rifugio, assieme a Chioggia, alle popolazioni dell’entroterra veneto (principalmente del padovano) che fuggivano dalle ripetute scorrerie barbariche per trovare riparo in un territorio che vedeva nell’acqua il principale alleato per la difesa. Al contrario nulla poté difendere tale territorio dalla distruzione che giunse con la guerra contro Genova (1379-1380) che portò Sottomarina, per decreto del Senato Veneto, ad essere lasciata deserta per circa tre secoli ovvero fino alla costruzione di un’importante opera di difesa lagunare realizzata dalla Serenissima tra il 1744 e il 1782: i Murazzi. Opera di difesa già avviata, nel 1384, col progetto di ricostruzione in pietra del Castello della Lupa, dal Settecento rinominato “Forte San Felice”, realizzato traendo ispirazione dalla cipriota fortezza di Famagosta. Altro cambiamento, forse il più importante, del territorio di Sottomarina fu quello seguente alla deviazione del fiume Brenta (fine 1800) e alla costruzione della diga sud del porto di Chioggia (anni ’30). Tali opere hanno portato la città a trasformarsi da una sottile striscia di terra, che si poneva tra Chioggia e l’Adriatico, ad un’importante risorsa litoranea che negli anni si è via via affermata come importante meta del turismo balneare con ben 10 km di spiaggia che vanno dalla diga sud alla foce del Brenta.

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