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Del Lido di Venezia si hanno notizie già da Tito Livio che descrive un territorio sul mare, collegato alla terraferma dal fiume Brenta, usato come via commerciale da e per Padova. Qui trovarono rifugio gli abitanti dell’entroterra durante le invasioni barbariche e qui vi era anche una stazione di sosta del Percorso dei Sette Mari, una sorta di tracciato che collegava Altino e Ravenna, usato soprattutto dai Bizantini in alternativa alla più pericolosa ed esposta via Annia. Il borgo subì numerose trasformazioni nel corso dei secoli; venne ricostruito in gran parte dopo l’inondazione del 1107 e nuovamente in seguito alle distruzioni operate dai genovesi nel 1379, durante la Guerra di Chioggia. A S. Nicolò, nella parte nord del Lido, abitava una piccola comunità di pescatori e ortolani, raccolti attorno ad un oratorio e alle prime strutture di difesa costruite con sabbia e palizzate di legno. Dopo il 1000 il Doge Contarini cedette ai Benedettini quest’area che venne bonificata e coltivata a vigneto. Venne costruita una chiesa dedicata a San Nicola (vescovo di Myra, città della Licia) le cui reliquie erano arrivate al Lido dopo la prima Crociata.

Data la sua posizione, il Lido mantenne per secoli la funzione di difesa di Venezia e delle sue isole. Fu solo nella seconda metà dell’Ottocento che il Lido venne pensato come luogo dove poter sviluppare una sorta di attività balneare legata alla cura di malattie sensibili ai benefici del mare, della sabbia calda. Nacque così il primo Ospizio Marino a cui seguì la costruzione della Società dei Bagni che diede il via allo sviluppo di un turismo più mondano. La costruzione dei grandi alberghi (Des Bains, Hungaria, Excelsior), dell’aeroporto Nicelli che negli anni ’30 era il secondo per importanza dopo Roma, del primo Festival del Cinema nel 1932, della realizzazione di uno dei più bei campi di golf , fecero del Lido un luogo particolarmente ambito dove trascorrere le vacanze mondane.

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