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MERLETTO
Passeggiando lungo la riva di Pellestrina sembra di fare un tuffo nel passato; come d’improvviso trovarsi protagonisti di quelle vecchie foto in bianco e nero sfogliate negli album delle nonne, che ci riportano alla semplicità di un’isola di inizi 900, quando sedute davanti l’uscio di casa si vedevano donne intente ad intrecciare le loro massette fuselli. Sono ancora oggi le merlettaie di Pellestrina che con grande maestria realizzano bellissimi merletti, incrociando fili avvolti ,per un capo, su dei fuselli di legno e per l’altro capo, fissati con degli spilli sopra ad un cuscino imbottito di paglia e detto “balon” , tombolo. La lavorazione di merli a fuselli nell’isola, è documentata fin dall’inizio del XVII secolo: periodo in cui la povertà e la miseria facevano da padrone soprattutto negli entroterra più piccoli della Laguna Veneta.

Già nel 1874 venne aperta a Pellestrina la prima ” Scuola di merletto a fuselli ” dove vennero educate a questo nobile lavoro circa un centinaio di ragazze. La scuola ebbe così un notevole sviluppo e ben presto la quasi totalità delle donne lavorava i merletti a tombolo. Negli anni ’50-’60 quando questo lavoro era molto diffuso, le donne si ritrovavano spesso per lavorare in gruppo, in estate all’aperto, per tenersi compagnia e fare quattro ”ciacole”. All’inverno, non avendo le case con il riscaldamento, sotto le gonne,le donne tenevano un recipiente in terracotta con le braci accese chiamato scaldin. In un secondo momento però, queste produzioni finirono soprattutto con l’essere utilizzate più per il corredo personale da portare, in dote, nel matrimonio, che non per la vendita privata, dal momento che il ricavato era spesso irrisorio. Oggi, l’Associazione Culturale Murazzo di Pellestrina, formatasi nel 1976 con l’obiettivo di far conoscere e preservare le attività radicate nella tradizione isolana, è impegnata nell’organizzazione di bellissimi corsi per merlettaie, rivolti a giovani ragazze e signore.

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